A.S.I.A. dojo Modena
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RIVELAZIONE
in mostra i disegni di Massimiliano Sarti
e le poesie di Linda Altomonte

Ma cosa riscatta dall’ombra
questo spasmo al cercare
e dove la tomba
del dio cui non credo
io non so dire.

Linda Altomonte

disegno di Massimiliano SartiLe domande che attraversano ogni opera d´arte del pensiero e dell´esperienza umana sono sempre le stesse: "cosa accomuna tutto ciò che esiste? Qual è l´essenza intima dell'esistenza? E in virtù di quale principio o fondamento noi possiamo estrapolare dall'esistenza il suo più intimo significato?".

La profondità di queste domande è tale per cui ogni risposta può diventare a sua volta “oggetto” di queste stesse domande.
Ed è per questo che, lungo un determinato percorso di ricerca, talvolta si ha come l’impressione di non riuscire mai a raggiungere la verità bramata nei termini di una “risposta”.
In cosa consiste, dunque, l'oblio che caratterizza ogni nostra delusione di verità? E’ forse un limite intellettuale? Oppure è un limite umano? Qual è il significato più profondo di questa delusione?
Riflettiamo meglio sull'essenza del problema: ciò che non riusciamo mai ad “astrarre” dall’esistenza del mondo è proprio la sua essenza.

disegno di Massimiliano SartiMa come può questa essenza “apparire”, dal momento che l’“apparire” è un evento che concerne sempre e solo l’ente in rapporto all’ente e mai la sua totalità?
Ecco il motivo vero della nostra delusione! Siamo delusi per ciò che non può affatto apparire nell’apparire stesso di tutto ciò che appare.
Ma lo "svelamento" della verità dell’ente non dovrebbe a questo punto coincidere proprio con la sua "mancata apparizione"?
Certamente! Tuttavia, questo "venir meno" della sua verità, può indurci a pensare che l´ente sia soltanto quell’ente “privo di verità" sentito e inteso come motivo di disperazione.

Ora, poniamo tutta l’attenzione sul significato reale di questa “mancanza”: caduta l'illusione stucchevole di una verità "straordinaria" che possa riempire di senso e di significato la totalità dell´ente, non deve forse neccessariamente cadere anche quel giudizio di "mancanza di verità" costituente la nostra delusione?

Ebbene, quando l'ente "resta" innanzi a noi come "tutto ciò che realmente esiste", il "niente" di quella verità "non apparsa" non può più servire da termine di paragone neanche per considerare l´ente come “quella realtà tanto banale” che reputavamo “priva di significato”.

disegno di Massimiliano Sarti Cos´è dunque, veramente, l'ente che abbiamo di fronte? Cos´è in generale "ente"? Senza possibilità di paragoni con "altro da sé", l´ente si "rivela" essere ciò che è "in-sé" privo di ogni possibilità di qualificazione".
Terminate le qualificazioni sull'ente, l'esistenza non dona più la propria essenza in virtù di un un ente posto fuori di sé, bensì in virtù della sua netta “distinzione” con quell'Alterità che in ultimo non può proprio e in alcun modo esistere, ovvero: il "niente".

Ecco dunque il senso del titolo di questa esposizione in rapporto ai lavori effettuati.
Ciò che "qui", "ora", in questa sala, si sta essenzialmente "rivelando", è esattamente l’essenza del "velo" che "annebbia" i nostri sguardi circa la verità del mondo, ovvero la verità di ciò che si “svela” nella sua stessa "sottrazione essenziale".

Massimiliano Sarti allievo di Franco Bertossa

 

Associazione Spazio Interiore e Ambiente - Modena