A.S.I.A. dojo Modena
Via del Lancillotto, 24 MODENA
tel. 059 454367
Segreteria:
lun - ven: 10:00-13:00 / 16:30-20:30
Circolo affiliato ARCI-UISP
ingresso riservato ai soci

Si può guardare meglio la morte?
È una condizione dell'esistenza, molto particolare perché
quando si avvicina tutto ciò che sappiamo della vita non serve
a niente.
Nella cultura occidentale laica è un'esperienza connotata
dallo smarrimento. Siamo totalmente frastornati da questo taglio netto,
da questa evidenza sorda. Dall'ignoto. Dall'abbondanza di
tutto ciò che ci viene tolto. Non che la vita che lasciamo sia
in una prospettiva chiara: come specie umana siamo confusi in un gigantesco
labirinto di scelte, confusi per la mancanza di riferimenti stabili,
confusi dalle piccole morti che sono le continue perdite di ciò
che amiamo.
Nonostante questo siamo ancora capaci di ricostruire la realtà, di gestire la nostra vita e il nostro dolore, ma sappiamo che – proprio in corrispondenza di eventi esistenziali incontrollabili – tutto tende a perdere di nuovo significato. È possibile affrontarlo senza dolore, paura, confusione? È possibile che questa esposizione all'assurdo sia anche una apertura?
Crediamo che ciò che serve per rispondere a questa domanda non
siano altri dogmi e sicurezze, neppure buone sensazioni o speranze,
ma riflessioni lucide e relazioni umane significative. Mantenendo la
dimensione "sacrale" di rispetto che è propria del
momento di limite più intimo e totale che possiamo vivere.
Desideriamo invitare personalità di primo piano del panorama
accademico e culturale italiano e straniero per indagare il tema della
morte, evitando toni di impotenza e di tragedia che tendono a respingere,
chiedendo loro se può essere anche un evento interessante, realmente
capace di schiudere significati.
Ad ogni Relatore è stato richiesto di concedere un ampio spazio alla interazione con il pubblico, le cui domande sono stimolate ed incoraggiate
Le conferenze sono gratuite e le domande sono incoraggiate.
Si richiede puntualità e di rimanere fino al termine dell'incontro.
Si consiglia di indossare abiti comodi per sedersi a terra.
Nato
nel Nepal nel 1968 da una famiglia molto povera scappata dal Tibet
dopo l'invasione cinese, a 14 anni è riconosciuto come la reincarnazione
di un Abate che lasciò il corpo nelle prigioni cinesi dove
era stato incarcerato per aver tentato la fuga dal Tibet occupato.
Maestro di meditazione di indirizzo buddhista e di arti marziali che
entrambe pratica da oltre trent'anni e che ha perfezionato in prolungati
soggiorni in Oriente.
E' psicologa-psicoterapeuta (formazione psicosintetica, SIPT) e collabora
da molti anni con l'Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia (ILTK),
principale centro di cultura buddista in Italia. Lavora da vari anni
come per l'Associazione Nazionale Tumori (ANT) operando con
pazienti terminali, famiglie in crisi o/e processo del lutto, malati
di tumore in fase di guarigione. Ha collaborato con diversi hospice
ed ospedali. Ha studiato la psicologia buddista con Ghesce Ciampa
Ghiatso, di cui è stata allieva dal 1991 alla sua morte, ed
ha completato il Masters Program di sette anni all'Istituto
Lama Tsong Khapa (ILTK). Attualmente si sta perfezionando studia presso
il Karuna Institute di Londra. Svolge attività di docenza tenendo
corsi teorico-esperienziali sul rapporto con la morte presso ILTK,
ANT, SIPT e ospedali. Esercita anche privatamente.
Filosofo laureatosi a Torino con Luigi Pareyson, ha insegnato a Perugia,
Torino e Firenze, dove attualmente è ordinario di Estetica
alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Particolarmente significativi
sono i suoi lavori su Dostoevskij, riletto alla luce del problema
del nichilismo europeo. Da questa riflessione nasce anche la ricerca
sulla storia del nulla e sulle sue implicazioni in un nuovo pensiero
tragico. E' collaboratore assiduo del quotidiano la Repubblica.
Tra i suoi libri più significativi: "Dostoevskij e la
filosofia" (Laterza 1984), "Storia dell'estetica" (Laterza
1988), "Disincanto del mondo e pensiero tragico" (Il Saggiatore
1988), "La questione romantica" (Laterza 1992). Nel 1995
è uscito presso Laterza "Storia del nulla", del quale
sono state pubblicate numerose ristampe. È autore di racconti
e romanzi, tra cui "Nel nome di un dio barbaro", "Non
c'è più tempo", "Favola delle cose ultime". Articoli sul tema:
Il cancro e la cascina. Appunti sulla sofferenza. di Andrea Palazzi
La morte estranea. Come rapportarsi al limite? di Roberto Ferrari
Camici frenetici: (veder) morire in ospedale di Linda Altomonte
Intervista a Prof. Francesco Campione, Tanatologo. A cura di Roberto Ferrari, Marco Besa
Dialogo con Salvatore Natoli, Il sacro e la morte (trasmissione RAI "Il Grillo")
Recensione di "Saper accompagnare. Aiutare gli altri e se stessi ad affrontare la morte" di Frank Ostaseski, Mondadori 2006 a cura di Linda Altomonte
Aforismi di Etty Hillesum tratti dal Diario 1941-1943