A.S.I.A. dojo Modena
Via del Lancillotto, 24 MODENA
tel. 059 454367
Segreteria: lun - ven: 10:00-13:00 / 16:30-20:30
Circolo affiliato ARCI-UISP
ingresso riservato ai soci
Tutti i workshop sono a pagamento e a numero chiuso. La prenotazione
è obbligatoria: contatta la segreteria entro il giovedì che precede l'inizio di ogni workshop.
Sabato 5 pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30 e
Domenica 6 Febbraio mattina dalle 10.00 alle 13.00
Partendo dall'ascolto di sé e della propria respirazione
e individuando blocchi o tensioni, il laboratorio si sviluppa nell'approfondimento
di diverse tecniche di respirazione in relazione a posture fisiche
con l'ausilio di massaggi specifici allo scopo di rendere libera
e organica l'emisssione vocale.
Durante gli incontri si impareranno esercizi per il rilassamento
delle tensioni, ed alcuni esercizi per conoscere la fase attiva
e passiva del respiro secondo la teoria della respirazione bipolare
ovvero
lunare (inspiratoria) e solare (espiratoria).
Il programma prevede:
– ascolto del respiro
– tecniche di respirazione
– tecniche di massaggo e rilassamento
– riscaldamento della voce
– voce e movimento
– improvvisazione
– gesto vocale
Barbara Meschiari
Nata a Modena il 30/06/1977 nel 1998 inizia a studiare teatro e
dizione presso lo STED di Modena con Tony Contartese e Davide Bulgarelli,
dove si diploma nel 2001 e partecipa al laboratorio “Amleto a morsi”
tenuto da Tony Contartese e al laboratorio “Italiani” tenuto da
Davide Bulgarelli. Frequenta inoltre laboratori di commedia dell’arte.
Dal 2001 inizia lo studio del clown teatrale con Jean Méning, frequentando
un primo stage della durata di sette giorni nel 2002 e il laboratorio
intensivo residenziale di quattro settimane “Il clown e le sue peripezie
acrobatiche”. Dal 2002 al 2006 frequenta i corsi di tecniche di
danza contemporanea e il laboratorio coreografico tenuti da Teri
J. Weikel e prosegue il percorso di clown teatrale già intrapreso
con Jean Méning, frequentando lo stage sul clown teatrale di livello
avanzato. Dal 2004 inizia un altro percorso di ricerca sul clown
teatrale con André Casaca, partecipando a due laboratori (livello
base ed avanzato) e con Ian Algie nel 2005, partecipando ad un laboratorio
della durata di tre giorni. Dal 2000 al 2009 partecipa a diversi
stage di giocoleria, giocoleria e movimento, giocoleria e teatro
con vari formatori, tra i quali Emiliano Sanchez Alessi, Roman Muller
e Giorgio Formenti. Nel periodo 2006 2007 frequenta vari corsi e
laboratori di Tango argentino. Dal 2004 inizia un percorso di studio
sulla voce con Boris Ruge partecipando a tre laboratori sul canto,
uno sul Grammelot e uno sulla voce del personaggio, integrando lo
studio con lezioni individuali. Frequenta inoltre i laboratori di
ricerca sulla voce tenuti da Imke Mc Murtrie (2006).
domenica 13 marzo 2011 mattina e pomeriggio
L'arte costituisce da sempre un mezzo privilegiato per entrare in relazione con il sentire, mettersi in ascolto di un'opera d'arte vuol dire entrare in contatto con la propria dimensione interiore. La scoperta delle emozioni e del loro significato, passano attraverso il corpo, tutto ciò di cui facciamo esperienza non trascende mai la dimensione fisica e i nostri sensi. Il percorso inizierà domenica mattina con la visione di un capolavoro di arte figurativa, ci soffermeremo dapprima sul sentire che essa suscita per poi proseguire alla comprensione dei significati che l'opera racchiude. Nel pomeriggio ci dedicheremo all'approfondimento del significato del sentire attraverso il contatto con la materia, utilizzando l'argilla.
Per scelta metodologica l'autore e il titolo dell'opera non vengono anticipati.
Maria Rapagnetta
Interessata
alla conoscenza dell'arte si è diplomata all'Istituto
Statale d'Arte di Pescara, si è formata da prima come
restauratrice di materiali cartacei e supporti fotografici, in seguito
ha approfondito gli studi laureandosi in Filosofia con una tesi
sulla fruizione dell'opera d'arte, presso l'Università
di Lettere e Filosofia di Bologna, ed ha frequentato i corsi per
insegnanti sull'innovativo metodo didattico “Sentire
l'Arte” ideato dalla storica dell'arte Silvia
Gramigna a Venezia, relativi alla didattica dell'arte. Intraprende
l'insegnamento dello yoga partecipando al corso di formazione
per insegnanti con Beatrice Benfenati nei bienni 1998/2000 e 2000/2002
presso l'Associazione Culturale ASIA.
Dal 1998 progetta e realizza per l'associazione ASIA corsi finalizzati a creare e diffondere la cultura dell'ascolto di sé – che si rifanno all'insegnamento del fondato dell'associazione ASIA Franco Bertossa – attraverso i percorsi: “Incontrarsi nell'arte” e “Pratica con l'argilla: il sentire attraverso il contatto” percorsi rivolti sia a ragazzi e svolti in ambito scolastico ed extrascolastico e sia ad adulti, visitando musei, mostre e luoghi storici.
Nel 2005/2006/2010 ha partecipato come docente ai corsi di aggiornamento per insegnati, tenuti presso ASIA, sul tema dell'interesse e di come l'esperienza estetica possa costituire una risorsa educativa.
Attualmente collabora con il Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna Anteros di Bologna, presta docenza presso l'Università della terza età Primo Levi, conduce i percorsi “Incontrarsi nell'Arte” per l'Associazione Culturale Asia e per le Scuole Statali di ogni ordine e grado.
20 marzo 2011 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17
Siamo tutti capace di ascoltare, ascoltare gli altri e ascoltare
noi stessi? Cosa possiamo trovare nell'ascolto che non possiamo
spiegare con le parole? Cosa rende l'ascolto qualcosa di speciale
e di personale?
Attraverso il corpo e il movimento possiamo scoprire che l'ascolto
è ricco di informazioni e di messaggi: ci rivela dove siamo
nello spazio, quante energie applichiamo nel movimento, la velocità
con cui ci muoviamo, la qualità della nostra relazione con
gli altri.
La pratica del Metodo Feldenkrais® integrerà e preparerà
ad approfondire, nell'improvvisazione, un processo personale
per scoprire la prontezza e la reattività alle opzioni e
ai riflessi coinvolti nello “here and now” del espressione.
Metodo Feldenkrais®
Il Metodo Feldenkrais® è una pratica di lavoro su di
sé che partendo dall'assunzione che il corpo è
lo strumento principale di ogni apprendimento e che ogni essere
umano ha proprie potenzialità di auto-educazione e trasformazione,
sviluppa una proposta metodologica in continua evoluzione. E'
un approccio di lavoro che permette di espandere il repertorio di
movimento, accresce la consapevolezza e migliora le funzioni mettendo
in grado ogni persona di esprimere se stessa più pienamente.
Attraverso l'espansione dell'auto-immagine e mediante
sequenze di movimento che dirigono l'attenzione a quelle parti
di sé che sono fuori dalla propria consapevolezza perchè
coinvolte in azioni funzionali, indaga e ricerca le strade per facilitare
l'organizzazione dell'intero sé e agevolare il
recupero di azioni o schemi di movimento esclusi o non considerati
nel nostro agire quotidiano.
La pratica del metodo Feldenkrais permette di:
- sviluppare fiducia nelle proprie capacità innate di auto-formazione;
- acquistare maggiore libertà di scelta nell'agire, ampliando
in generale le proprie capacità di azione;
- muoversi in modo funzionale e chiaro con leggerezza e armonia
e con un impiego di forze proporzionali alle azioni progettate.
L'improvvisazione
L'improvvisazione fonde creatività ed esecuzione e
serve come preparazione agli aspetti intellettuali, emozionali e
fisici del danzare. E' un modo di inserirsi nel flusso del
pensiero conscio ed inconscio, che induce una modalità di
risposta ad uno stimolo simultaneamente esplorandolo, creandolo
e eseguendolo.
Attraverso la pratica dell'improvvisare, i concetti e i materiali
motori diventano esperienza e la loro consapevolezza incomincia
a prendere significato per dare forma alle idee, affinare i dettagli
e chiarire gli intenti dei messaggi.
La finalità del laboratorio di improvvisazione è di
facilitare la sintonia del gruppo e sviluppare la capacità
di interagire ed osservare il movimento partecipando spontaneamente
agli stimoli e alle azioni generate nel percorso.
Nel laboratorio verranno esplorate gli elementi fondamentali del
linguaggio dell'improvvisazione in danza: il giocare, l'ascoltare,
il rispondere, il sentirsi.
Teri J. Weikel
Figlia
d'arte, appartiene all'ultima generazione di "performers"
statunitensi raccolti soprattutto nell'area californiana e in quella
newyorkese. Inizia la sua carriera prestando opera professionale
come coreografa e danzatrice presso le compagnie "Donald Byrd
and the Group", la "Gus Solomons Dance Co.", Karol
Armitage, il "Cal-Arts Dance Ensemble", "Dance/L.A.",
il "San Diego Dance Theatre".
Stabilmente in Italia dall'83, ha attuato più coreografie
per la R.A.I. e per altri Enti italiani quali la "Cooperativa
per lo Spettacolo Culturale" di Milano, il "Centro Teatrale
San Geminiano" di Modena, l'Ente Fiera" di Bologna, il
"Centro Studi Coreografici San Calimero" di Milano, lo
"Studio di Produzione Video per la R.A.I. Pontaccio".
Dal 1986 al 2006 è direttrice artistica di TIR DANZA di Modena. Ha curato le coreografie di numerosi spettacoli, partecipando alle più importanti rassegne e festivals. Ha collaborato con musicisti di rilevanza internazionale, tra i quali: John Surman, Karin Krog, Antonello Salis, Danilo Terenzi, Steve Lacy, Mal Waldron, J.J.Avenel, Steve Potts, Rita Marcotulli, Art Ensemble of Chicago, Bob Moses, Louis Sclavis, Michael Reissler, Javier Girotto, Carlo Rizzo, Gianmaria Testa, Alex Hermann, Robert Moran, ... con Leo De Berardinis al suo progetto shakespeariano "Re Lear", con gli attori e autori Elena Bucci e Marco Sgrosso in progetti sperimentali fondati sul confronto in scena tra i linguaggi teatrali, con gli artisti visivi Luigi Colli, Carlo Cremaschi, Carlo Sabbadini, Luca Zanni.
All'attività di produzione a Modena, affianca intensi periodi
di lavoro coreografico negli Stati Uniti: a New York presso la Donald
Byrd Dance Foundation in qualità di coreografa e maitre de
ballet; presso il California Institute of the Arts di Los Angeles
in qualità di coreografa, docente della cattedra di danza
contemporanea e ospite in manifestazioni spettacolari; presso altre
Istituzioni, tra le quali citiamo "The Arts in Education Institute
of Western New York" di Buffalo, N.Y.
Teri è stata insignita dalla Fondazione Americana “California
Institute of the Arts” del prestigioso riconoscimento quinquennale
“Distinguished Artist Award”, che le è stato
conferito con cerimonia solenne il 18 Giugno 2005, in occasione
dell'incontro annuale dell'Associazione Allievi dell'Istituzione
americana.
Ancora, nell'ambito della formazione professionale, in Italia ha operato nei maggiori centri nazionali tra i quali l'Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo (I.A.L.S.) di Milano e Roma, la Civica Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano, l'International Acting School di Roma.
Ha conseguito il Diploma di Insegnante di Metodo Feldenkrais® (Roma 3, 2002). Il Metodo FELDENKRAIS è un particolare processo di apprendimento, basato sulla profonda integrazione tra movimento, sensazioni e pensiero. E' un sistema di educazione che sviluppa la consapevolezza di sé nell'ambiente, partendo dall'assunto che il corpo è lo strumento principale dell'apprendimento e della creatività personale. Il metodo espande il repertorio di movimento di una persona, accresce la consapevolezza, migliora le funzioni e mette in grado la persona di esprimere sé stesso pienamente.
Teri Jeanette Weikel, nella sua trentennale carriera professionale, contempla nella sua ricerca artistica, l'interazione tra diversi linguaggi: dall'opera pittorica di Paul Klee, alle sculture di Raffaele Biolchini, dalla letteratura di Michail Bulgakov, all'opera sinfonica di Bela Bartòk. La costanza nelle sue produzioni artistiche sono la ricerca dei trait d'union, le grandi tematiche e l'astrazione che eleva il gesto a opera.
Domenica 3 aprile
Silvia Bianchi
E'
psicologa-psicoterapeuta (formazione psicosintetica, SIPT) e collabora
da molti anni con l'Istituto Lama Tsong Khapa di Pomaia (ILTK),
principale centro di cultura buddista in Italia. Lavora da vari
anni come per l'Associazione Nazionale Tumori (ANT) operando con
pazienti terminali, famiglie in crisi o/e processo del lutto, malati
di tumore in fase di guarigione. Ha collaborato con diversi hospice
ed ospedali. Ha studiato la psicologia buddista con Ghesce Ciampa
Ghiatso, di cui è stata allieva dal 1991 alla sua morte,
ed ha completato il Masters Program di sette anni all'Istituto Lama
Tsong Khapa (ILTK). Attualmente si sta perfezionando studia presso
il Karuna Institute di Londra. Svolge attività di docenza
tenendo corsi teorico-esperienziali sul rapporto con la morte presso
ILTK, ANT, SIPT e ospedali. Esercita anche privatamente.