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Asia Modena ¤ Appunti Yoga 24 ¤ martedì 8 giugno 2010

L'enso nella trasmissione del dharma: Sengcan e Daoxin

Keizan
Lo zen nell'arte dell'illuminazione
La trasmissione della luce

A cura di Thomas Cleary
Ubaldini, Roma 1994

Sengcan

Sengcan disse al maestro zen Huike:
"Sono afflitto dalla malattia. Ti prego di liberarmi dalla mia colpa".
Huike disse: "Portami la tua colpa e ti libererò".
Dopo una lunga pausa, Sengcan disse: "Se cerco la mia colpa, non la trovo".
Huike disse: "Ti ho liberato. Vivi secondo il Buddha, l'insegnamento e la comunità".

Si ignora di dove Sengcan fosse originario. Quando incontrò il maestro zen Huike era un laico di circa quarant'anni. Senza rivelare il proprio nome si recò dal maestro zen chiedendo di essere liberato dalla malattia, come dice la storia.

Quando Huike gli ebbe detto di vivere secondo il Buddha, l'insegnamento e la comunità, Sengcan disse: "Vedo che sei un monaco, un membro della comunità buddhista. Che cosa sono il Buddha e l'insegnamento?". Huike disse: "Questa mente è Buddha, questa mente è l'insegnamento. Insegnamento e Buddha non sono separati. Ciò è anche vero per la comunità".

Sengcan disse: "Oggi per la prima volta ho compreso che l'essenza della colpa non è all'interno, non è all'esterno, e non è tra questi due. Cosi è anche per la mente. Neppure il Buddha e l'insegnamento sono separati". Huike lo considerò adatto all'insegnamento, lo ordinò monaco e lo chiamo Sengcan, che significa 'Luce della comunità religiosa'. In seguito la malattia migliorò gradatamente.

Sengcan servì Huike per due anni. Quindi Huike gli disse: "Il grande maestro Bodhidharma venne in Cina dall'India e mi trasmise l'abito e l'insegnamento. Ora li consegno a te". Disse inoltre: "Benché tu abbia ottenuto l'insegnamento, d'ora in avanti vivi tra le montagne e non insegnare pubblicamente. Vi saranno difficoltà in questo paese".

Sengcan disse: "Poiché lo sai, ti prego di darmi istruzioni". Huike disse: "Io non lo so. Si tratta della predizione fatta a Bodhidharma da Prajnatara, che disse: 'Dentro, cuore propizio; fuori, cattiva sorte'. Secondo i miei calcoli, la predizione riguarda la tua generazione. Rifletti a queste parole e non farti invischiare da problemi mondani".

Sengcan visse in solitudine sulle montagne per dieci anni. Durante quel periodo, l'imperatore guerriero della dinastia Wei perseguitò la religione buddhista. A motivo di ciò Sengcan mutò aspettò e visse tra le montagne, senza dimorare in un luogo fisso.

In questa situazione Sengcan incontro il novizio Daoxin, che doveva diventare il suo successore. Disse a Daoxin: "Dopo avermi trasmesso lo Zen, il mio maestro si recò in una grande citta e vi restò trent'anni. Ora che ti ho trovato, perché dovrei rimanere qui?". Si recò su un'altra montagna, ma più tardi fece ritorno all'antica abitazione. La popolazione si riunì attorno a lui offrendogli appoggio. Diede ampie spiegazioni dell'essenza della mente e morì sotto un albero durante una riunione religiosa. I suoi Versi sulla fede nella mente furono messi per iscritto e sono diffusi ancora oggi. In seguito gli venne conferito il titolo di Maestro della conoscenza simile allo specchio.

La malattia che lo affliggeva all'epoca dell'incontro con Huike era la lebbra. Ma, unitosi al maestro zen, la malattia scomparve. In questa storia non c'è niente di speciale: comprendendo che la natura della colpa è inafferrabile, realizzò che la natura della mente è originariamente pura. Quindi udì che il Buddha e la Verita non sono separati, che mente e realtà sono così, Se conoscete realmente la mente originaria, non c'è differenza tra il morire in un luogo e il nascere in un altro: quanto meno vi sarà distinzione tra colpa e virtù! Dopo tutto, il corpo-mente non esiste; siamo fondamentalmente liberi da pelle, carne, ossa e midollo. Perciò la malattia scomparve e apparve la mente originaria.

Esponendo l'essenza dell'insegnamento, Sengcan disse: "La suprema Via è senza difficoltà: semplicemente è avversa alla discriminazione". Concludendo, disse: "Non c'è via di cui parlare: non appartiene al passato, al futuro o al presente". In realtà non c'è interno o esterno, né qualcosa tra questi due: quindi, che cosa scegliere, che cosa rifiutare? Non potete prendere, non potete lasciare. Se non avete odio o amore, siete vuoti e chiari. In nessun momento vi manca qualcosa e niente è in eccesso.

Benché sia così, esaminate approfonditamente per raggiungere il punto dell'inafferrabilità, per giungere al regno dell'inafferrabilità. Senza diventare nichilisti, senza essere come legno o pietra, dovete riuscire a 'colpire lo spazio suscitando un'eco, legare il fulmine per produrre una forma'. Osservate accuratamente il regno privo di tracce, ma non nascondetevi là. Se riuscite a essere così, anche se 'quello non è i fenomeni presenti, non è alla portata dell'orecchio o dell'occhio', dovreste vedere senza impedimento, dovreste comprendere senza deviazione.

Posso aggiungere una parola per illustrare questa storia?

La vacuità essenziale non ha interno o esterno:
Colpa e virtù non lasciano tracce.
Mente e Buddha sono fondamentalmente così,
Insegnamento e comunità si rivelano.

Daoxin

Daoxin disse al maestro zen Sengcan:
"Supplico la tua compassione: dammi una via di liberazione".
Sengcan disse: "Chi ti tiene legato?".
Daoxin disse: "Nessuno mi lega".
Sengcan disse: "Allora perche cerchi la liberazione?".
A queste parole Daoxin fu illuminato.

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