A.S.I.A. dojo Modena
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Asia Modena ¤ Appunti Yoga 26 ¤ martedì 22 giugno 2010

7 dimensioni silenziose. 6. Il silenzio nelle relazioni: uno sguardo verso l'altro

L'esperienza di tanti anni trascorsi in mezzo agli altri di paesi lontani mi insegna che la benevolenza nei loro confronti è l'unico attteggiamento capace di far vibrare la corda dell'umanità.
Ryszard Kapuscinski
Sono poco propenso a cercare significati che non possa ritrovare in me stesso. Ma per trovarli credo sia indispensabile l'indicazione di un "altro", che sostanzialmente si conosce meglio di quanto io conosca me stesso.
Avendo avuto l'occasione di leggere Kapuscinsky, concordo sui tre possibili sviluppi di fronte ad un incontro con l'altro: conflitto, dialogo, indifferenza. Sembra che l'indifferenza alberghi come stato di quiete nella parte di mondo in cui vivo, mentre i conflitti siano il terreno su cui l'economico si confronta per depredare risorse materiali ed umane nel resto del pianeta. Il dialogo indubbiamente langue.
L'indifferenza in cui siamo calati è ben descritta anche da Galimberti ne L'ospite inquietante e spesso tracima in un deserto emotivo in cui l'altro non è niente, se non un oggetto e come tale viene pensato su orizzonti raccapriccianti.
Credo che l'atteggiamento fondamentale ormai dimenticato, come antidoto all'indifferenza sia l'ascolto. Ad esempio quel che si sente in Kapuscinsky è il polso di un uomo curioso e che quindi avvicinandosi all'altro si poneva anzitutto delle domande. Ma nei fatti come può manifestarsi la benevolenza di cui parla il giornalista Polacco? Penso che un fattore importante della benevolenza sia l'ascolto. Il sintonizzarsi verso l'altro anzitutto ascoltando, accogliendo, "contenendo in sé" quel che ci viene incontro. Ma l'ascolto e l'apertura non hanno come presupposto il silenzio interiore? La domanda, se sincera, non ha al suo seguito uno spazio attentamente silenzioso? L'indifferenza ed il conflitto non si connotano evidentemente proprio per l'assenza di domanda?
Educare al silenzio non è anche intraprendere un cammino verso l'ascolto, la domanda, ed appunto la benevolenza a cui ci rimanda con tanta passione Kapuscinsky?
Enrico Marani

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