Appunti Yoga: Martedì 22 giugno 2010
La risaia originaria: Ikkyu Sojun, Gli scheletri | Gaikotsu
Gaikotsu
Antologia del buddhismo giapponese (Per le numerose note esplicative |
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Immagini tratte da Pietro Vigo |

Ho scritto con inchiostro molto diluito questo testo che spero possa rivelare vari insegnamenti del buddhismo.
Dunque, i principianti dovrebbero dedicarsi unicamente allo zazen. Tutti coloro che sono nati sulla terra dovranno un giorno morire. Anche per me sarà così. E così è anche per il cielo e la terra, per questo paese, e anche il nostro aspetto esteriore originario non durerà. Tutte queste cose sono scaturite dal nulla. Proprio perché il nulla non ha forma, lo si chiama il Buddha. Gli si attribuiscono vari nomi: mente del Buddha, Buddha delle mente, mente del Dharma, Buddha e patriarchi, dèi, ma sono tutti nomi attribuiti dagli uomini per loro comodità. Se non si comprende ciò si cade immediatamente nell'inferno.
Secondo quanto dicono i saggi, il fatto che non si possa ritornare più di qua [in questa vita], è a causa della separazione che esiste fra la terra dei morti e la vita, indipendentemente dalla relazione di familiarità o di estraneità [che sussiste tra i morti e i vivi]. La trasmigrazione nei Tre Mondi diventa sempre più penosa: si abbandona il paese natale e si vaga senza una meta precisa per ritrovarsi in un campo di cui non si conosce il nome, vestiti con indumenti grezzi e con le maniche bagnate di lacrime.
Una sera, al calar del sole, cercando una dimora provvisoria all'aperto, volsi lo sguardo tutto attorno per trovarne una adatta e, addentrandomi lontano dalla strada, ai piedi di un monte, in un luogo che sembrava essere un cimitero, tra molte tombe, improvvisamente, con grande sorpresa, alcuni scheletri apparvero uscendo da dietro il padiglione dei morti, dicendo:

(1)
In questo mondo
ha cominciato a spirare il vento autunnale.
Accarezzati da questo vento,
se i giunchi mi chiamano
vado al piano, vado ai monti.
(2)
Cosa può trovare
chi ha indossato
il vestito nero [del monaco]?
È il cuore di colui che vanamente
passa il suo tempo.

Tutti gli esseri viventi, prima o poi sono destinati a svanire. Svanire [morire] è tornare alla propria origine. Dei pensieri che sorgono quando ci si siede in meditazione [zazen] di fronte a un muro, non ce ne sono di reali. Di tutti gli insegnamenti che ha dato il Buddha Sakyamuni per oltre cinquant'anni, non ce n'è alcuno di vero. [Se qualcuno li considera veri] è perché non conosce ciò che sta nel profondo del cuore degli uomini.
Chiedendomi se ci fosse un uomo che conosce ciò che sta nel profondo del cuore degli uomini, sono venuto al padiglione del Buddha e vi ho passato la notte, e con il cuore più agitato del solito, non ho potuto dormire. All'alba, mi sono leggermente addormentato e nel sogno vidi che nel retro del padiglione vi era un gruppo di scheletri. Il loro comportamento non era uniforme, ma era lo stesso degli uomini di questo mondo. Mentre pensavo che fosse una cosa molto strana, uno scheletro si avvicinò a me e mi disse:

(3)
Mentre si vive,
non c'è nulla
che sorge nel cuore degli uomini.
Questo corpo evanescente
è proprio come un sogno.
(4)
Se la Via del Buddha
si divide
tra Buddha e dèi,
com'è possibile
trovare la vera Via?
(5)
Finché respiriamo,
gli scheletri
che troviamo nei campi
ci sembrano
cose che non ci riguardano.

Però, avvicinandomi agli scheletri e diventando familiare con essi ho cessato di considerarli separati da noi come di solito avviene. Lo scheletro che sempre mi accompagna, abbandona questo mondo per seguire la Via del Buddha e andare a visitare saggi e maestri. Procede da una condizione di pensiero superficiale a una di pensiero profondo rendendo chiaro l'intimo del mio cuore.
[Improvvisamente risvegliandomi dal sogno] il suono del vento tra i pini riempie le mie orecchie, e negli occhi si riflette l'immagine della luna luminosa sul mio giaciglio.
Ma allora, qual è lo stato di sogno [e quale quello di veglia] ? E chi non è lo scheletro ? Quando i vari tipi di pelle ricoprono il corpo c'è differenza tra uomo e donna, ma quando si finisce di repirare, e la pelle del corpo si degrada, la differenza si perde. E si perde anche la distinzione di livello sociale. Pensando a come ogni giorno portiamo sotto la pelle lo scheletro cui dedichiamo le nostre cure, ho disegnato queste figure che vi invito a guardare.
[Disegni. Nella prima immagine si vedono alcuni scheletri presso le tombe, poi, nelle successive, altri scheletri impegnati nelle varie attività umane].
Ah! Cos'è mai! Che spavento! L'immagine dell'uomo! Vorrei dire.

(6)
Se il ricordo
di una persona scomparsa
sono pietre,
lascia perdere di farne una torre dei Cinque Elementi,
e piuttosto fanne una macina per il tè maccha.
(7)
Con una mente
come una luna tonda
nel cielo senza nubi,
ci si è persi in questo buio
mondo di sofferenza.

Davvero pensate cosi ?
Quando si finisce di respirare, e la pelle si degrada, tutti gli uomini sono così. Tu quanto puoi prolungare la tua vita ? Ah ! È proprio una cosa evanescente!

(8)
Come segno che la tua vita sarà lunga,
ci sono i pini di Sumiyoshi piantati tanto tempo fa...
Fiu..., fiu...
Bong..., bong...
Mangiate lo spuntino e ubriacatevi.
(9)
Abbandonate la convinzione
che esista un io
e affidate il vostro corpo
al vento che sospinge
le nuvole vaganti.

Dunque, venite qui accanto e diamoci un bacio. Per sempre, per sempre, vorrei continuare ad avere la stessa età. Davvero pensate cosi? Anch'io sono d'accordo.

(10)
Questo mondo
è un sogno visto ad occhi aperti,
ma com'è evanescente
colui che si sveglia
da questo sogno.
Neppure pregando si può allungare la vita. A parte le cose di primaria importanza, è bene non preoccuparsi per alcuna cosa. L'essere umano è instabile e facilmente cambia, e di questo ora non ci si deve stupire.


(11)
Se questo mondo diventa insopportabile,
facciamo in modo che
la sofferenza
diventi gioia.
(12)
I peccati accumulati
in tre anni,
tutti insieme,
svaniscono
insieme a me.

Il palanchino per trasportare i morti è pronto. Di cosa vi state lamentando ? Su, su presto, salite.

(13)
Perché mai
siamo adornati
con questa carne provvisoria?
Non sappiamo fin dall'inizio
cosa accadrà?
(14)
II nostro corpo
tornerà alla sua origine.
Dunque, non serve
andare in cerca
del Buddha.
(15)
Nessuno sa che la vita
non è una dimora stabile.
Quando si torna [all'origine],
si diventa terra.
(16)
Molti sentieri
si dipartono
ai piedi della montagna,
ma la luna sulla cima
li vede tutti allo stesso modo.
(17)
Non c'è dimora
alla fine del percorso
e quindi
non c'è smarrirsi
lungo la via.
(18)
Si distingue tra
pioggia, grandine, neve e ghiaccio,
ma quando si sciolgono
diventano tutti
acqua del fiume nella valle.
(19)
Gli uomini hanno spiegato
in modi diversi
la Via della mente,
ma la Legge del Buddha
per me è una sola.
(20)
II mio essere
senza inizio
e senza fine
non vive,
e non muore.
(21)
Se lasciamo la mente
andare dove vuole,
non si esaurirà mai.
Abbandoniamo, quindi, il mondo
e mettiamole un freno.
(22)
II sentiero è coperto
dalle foglie di pino
ed è nascosto alla vista.
Nessuno sa che conduce
a una casa abitata.
(23)
Com'è evanescente!
Accompagnare i defunti
al cimitero del monte Toribe!
Fino a quando gli accompagnatori
saranno tali?
(24)
II fumo che si alza la sera
sul monte Toribe
annuncia la sofferenza di questo mondo.
Fino a quando lo vedremo
come cosa altrui?
(25)
Com'è evanescente!
L'immagine delle persone viste
questa mattina
è il fumo che si leva
la sera verso il cielo.
(26)
Osserviamo con emozione il fumo
che si leva dal monte Toribe!
Trasportato dal vento
uno dopo l'altro
il fumo dei morti si leva.
(27)
Chi è cremato
diventa cenere,
chi è sepolto
diventa terra.
Cosa rimane dei nostri peccati?

Il destino delle varie persone di questo mondo è diverso per ciascuno. Però, il fatto che anche oggi, proprio in questo momento succedano cose cosi tristi [come la morte], e la gente sembra apprenderlo solo ora senza saperlo fin da prima, dando segni di sorpresa, è segno della stupidità dell'essere umano. Con questo pensiero, chiedendomi quale sia il mio aspetto originario...
Una certa persona disse che recentemente vari comportamenti sono mutati. Diversamente da quanto succedeva prima quando coloro che suscitavano una mente che cercava la Via entravano nei monasteri, ora invece, lasciano i templi. Se osserviamo, vediamo che costoro dicono che gli abati non hanno conoscenze profonde, che praticare zazen è faticoso, e trascurando di impegnarsi nei koan, si dilettano di circondarsi di utensili e ornano le stanze con suppellettili, sono molto altezzosi, e per il fatto di indossare la veste del monaco, si dedicano ad accumulare fama. Sebbene vestano da monaci costoro non sono altro che laici travestiti. Indossano il kesa e il koromo, ma si dice che il koromo diventi una fune che li lega stretti, e il kesa diventi una frusta di ferro che li colpisce facendoli soffrire. Se investighiamo bene il ciclo di nascite-e-morti vediamo che: togliendo la vita alle persone si cade tra gli esseri infernali, avendo attaccamento per le cose si diventa degli spiriti famelici, essendo ignoranti si diventa delle bestie, essendo irosi si cade nella dimensione degli spiriti bellicosi.
Rispettando i Cinque Precetti si rinasce nel mondo degli esseri umani, e se ci si attiene ai Dieci Comandamenti si rinasce tra gli esseri celesti. Al di sopra di questi Sei Stati dell'Esistenza ci sono i Quattro Saggi. Unendo i Sei Stati dell'Esistenza e i Quattro Saggi si hanno i Dieci Mondi. Considerando quanto sopra, non esiste forma, non c'è dualismo, non esiste dimora e non c'è nulla di odioso che debba essere abbandonato. È come le nuvole nel grande cielo. Assomiglia alla schiuma che sta sopra l'acqua. Poiché non esiste un pensiero che nasca da qualche luogo, non esistono neppure tutti i fenomeni sorti da qualche causa. Il pensiero e i dharma sono un'unica cosa: una cosa vuota.
Gli esseri umani non hanno questo dubbio. Per fare un esempio, i genitori sono come l'acciarino: il padre è il metallo [che batte sulla pietra], la madre è la pietra, e il figlio la scintilla del fuoco. Accendendo il fuoco, questo continua a bruciare finché c'è combustibile, e quando questo si esaurisce il fuoco si spegne. Dal rapporto intimo tra padre e madre nasce il fuoco. Siccome padre e madre originariamente non esistono, alla fine anche il figlio, come il fuoco si esaurisce. Dal vuoto del nulla, scaturiscono tutte le cose, nascono tutti i fenomeni. Poiché tutti i fenomeni sono separati tra di loro, esiste l'espressione: «risaia originaria». Tutti i fenomeni come l'erba, le piante, i paesi, la terra, provengono dal vuoto e pertanto, con una similitudine, vengono chiamati «risaia originaria».

(28)
Non si troveranno i fiori
frantumando
gli alberi di ciliegio!
È il cielo della primavera
che li porta.
(29)
Anche se
inaspettatamente
[il fumo] sale sopra le nuvole,
non ci si deve affidare
ai testi sacri del Buddha.

Se avendo ascoltato gli insegnamenti di Sakyamuni si pratica in accordo con essi, [si tenga presente che] il Buddha alla fine della sua vita disse: «dall'inizio alla fine, non ho insegnato una sola parola» e avendo preso in mano un fiore, Mahakasyapa sorrise. Sakyamuni disse: «Io ho la misteriosa mente del corretto Dharma» e porgendo il fiore a Mahakasyapa, questi gli chiese: «Su quale principio si basa?», Sakyamuni rispose:
II mio insegnamento durato per oltre cinquant'anni può essere paragonato a quando, volendo prendere tra le braccia un bambino, lo si invita ad avvicinarsi dicendo che nella mano si tiene qualcosa [per lui] e lui curioso si avvicina, così lo si può prendere tra le braccia. Il mio insegnamento di oltre cinquant'anni è un modo per far avvicinare Mahakasyapa. Perciò è detto «abile mezzo».
Quello che Sakyamuni ha cosi insegnato a Mahakasyapa corrisponde all'abbraccio del bambino di cui si è parlato. Il fiore [dato da Sakyamuni a Mahakasyapa] non dà una conoscenza di tipo fisico, e neppure spirituale, ma una che non può essere detta a parole. Si deve conoscere bene questo nostro corpo-mente. Coloro che sono chiamati sapienti non possono essere chiamati conoscitori della dottrina buddhista. L'insegnamento del Dharma del Veicolo Unico portato da tutti i Buddha dei Tre Mondi che si sono manifestati in questa dimensione, sta in questo fiore. Dai ventotto patriarchi indiani e dai sei patriarchi cinesi in poi, non esiste altro che la «risaia originaria».
Poiché tutte le cose non hanno un inizio, sono dette «grandi». Tutti i fenomeni scaturiscono dal vuoto. Non solo i fiori primaverili scaturiscono dal vuoto, ma anche l'erba e le piante estive, autunnali e invernali. Inoltre, i Quattro Elementi sono: terra, acqua, fuoco e vento, ma le varie persone non li conoscono. Il respiro è il vento, il calore corporeo è il fuoco, la giusta umidità del corpo è dovuta al sangue che rappresenta l'acqua, infine quando il corpo muore diventa terra [e questo rappresenta l'elemento terra]. Poiché questo elemento non è presente [nel corpo umano] fin dall'inizio, è dimostrazione che non esiste nulla al mondo che sia stabile.

(30)
Tutte le cose
appartengono
a un mondo fittizio.
Anche morire
non è reale.

Tutte le persone, [guardando la realtà] con occhi ingannevoli credono che il corpo sia mortale, ma che lo spirito continui a vivere, ma questo è un grande errore. Secondo quanto dicono le persone illuminate, sia il corpo sia il suo seme [che è lo spirito] muoiono insieme. Anche quello che chiamiamo il Buddha è vuoto. Il cielo e la terra, i paesi e le nazioni, tutto, tornerà alla «risaia originaria». Dopo aver abbandonato tutti i testi sacri del buddhismo, dedicatevi a comprendere solo questo testo. Se farete ciò diventerete persone della grande pace.

(31)
I testi scritti
non sono altro che
indicazioni provvisorie,
ma risvegliandosi
non c'è più nessuno che va in cerca.
(32)
Sedersi per nove anni
di fronte al muro
è un inferno
per un corpo destinato
a diventare vuota terra.
Terzo anno dell'era Kosho [1457],
quarto mese, 8° giorno.
Ikkyu Sojun già abate del tempio Daitoku,
discepolo di Tokai,
settimo discendente del maestro Kido Chigu.
