Asia Modena ¤ Appunti Yoga 28 ¤ martedì 13 luglio 2010

Foto, mancanza, connessione, presenza. Michael Kenna

Amo i colori, e amo le foto a colori. Ma non ho mai avvertito il BN come mancanza di colore, al contrario: come presenza forte, anche se non strettamente fotografica, qualcosa ben oltre la tecnica, qualcosa che mi prende sempre. Alla mostra di Palazzo Magnani a Reggio Emilia, campeggiava una magnifica frase di Kenna che ha trovato le parole esatte a quello che provo:
Nella mia fotografia mi considero molto più vicino a Basho che a Joyce! Anche in altri mezzi di espressione artistica, sono attratto da opere apparentemente 'non finite' che non siano sovraccariche di informazioni. Mi piace che chi guarda sia chiamato a partecipare, nei miei lavori e in quelli di altri. Quando non mi sento invitato, comincio a sentirmi disconnesso, non importa quanto possano essere eccezionali l'opera d'arte o il genio dell'artista.
"Disconnesso", ecco la parola. Il BN evoca uno spazio a sé, in cui lo spettatore viene chiamato a partecipare con intensità da pochi tratti e infinite sfumature, un haiku per immagini. La sospensione della distrazione informativa crea un attimo di raccoglimento e facilita la connessione fra l'opera e lo spettatore: ecco la presenza.
Questo video di 20', Hokkaido, sul sito del fotografo, consente di entrare nel modo di lavorare di Michael Kenna.
a.p.

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