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Asia Modena ¤ Appunti Yoga 28 ¤ martedì 13 luglio 2010

Atmosfere. Gyorgy Ligeti

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Atmosphères (1961) è scritto per una grande orchestra. È visto come un pezzo fondamentale nella produzione del compositore ungherese, poiché contiene molte delle innovazioni che avrebbe esplorato nel corso degli anni '60. Effettivamente abbandona melodia, armonia e ritmo, per concentrarsi invece puramente sul timbro del suono prodotto, una tecnica conosciuta come sound mass. Apre con i maggiori cluster mai scritti - viene suonata ogni nota di una scala cromatica nell'intervallo di cinque ottave. Il pezzo sembra poi perdere il suo massiccio accordo iniziale, ma molto lentamente, con un continuo mutare di struttura.

Ligeti coniò il termine micropolifonia per la tecnica di composizione usata in Atmosphères, Apparitions e in altri suoi lavori del periodo. Spiegò così la micropolifonia:

La complessa polifonia di ciascuna parte è incorporata in un flusso armonico-musicale nel quale le armonie non cambiano improvvisamente, ma si fondono l'una nell'altra; una combinazione distinguibile di intervalli sfuma gradualmente, e da questa nebulosità si scopre che una nuova combinazione di intervalli prende forma.

Dagli anni '70 Ligeti scelse uno stile più melodico, concentrandosi nel contempo sul ritmo. Brani come Continuum (1970) e Clocks and Clouds (1973) furono scritti prima che il compositore ascoltasse la musica di Steve Reich e Terry Riley nel 1972, eppure il secondo dei suoi Tre pezzi per due pianoforti, Autoritratto con Reich e Riley (e Chopin sullo sfondo), sancisce questa influenza.

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