Asia Modena ¤ Appunti Yoga 35 ¤ martedì 7 dicembre 2010

Nuvole. 4

Il vento anzi distrae, rinfresca, allevia, fa credere che ci sia un movimento cui potersi agganciare, dal quale farsi trascinare. Non c'è nessun vento, e non si muove nessuna nuvola.
Certo, c'è un fluire, ma assolutamente tranquillo, un istante continuo - uno stato eterno, se ti è data la grazia di coglierlo, e non puoi coglierlo se non essendolo. Guardi le nuvole qualche minuto, torni alle cose da fare, torni alle nuvole, e sono sempre loro, le stesse, ma altrove e tutte diverse, e ti ritrovi tranquillo: non ci sono crinali, non c'è prospettiva, non c'è distanza. Non c'è esterno e non c'è interno. Tu sei il quadro, e tu sei la cornice del quadro. La sorpresa è la tranquillità dell'istante in cui tutto si chiarisce, al di là delle immagini, delle parole, dei suoni, dei significati.
Tu sei il film, il proiettore, lo schermo. E pure il pubblico pagante.
E non c'è nessun mutamento, non c'è nessuna proiezione.
Quello è, questo è.
C'è -- È -- e basta, è abbastanza.
Finalmente sei. E finalmente non sei più. Finalmente c'è solo leggerezza.
Anche se a volte è dura, come leggerezza, a volte semplicemente troppo dura per le tue forze.
a.p.
Korenica, agosto 2010
14.11.2010
Coincidenze.
Appena finito di impaginare in qualche modo queste nuvole, perché riuscissero almeno a lasciare intuire ciò che era successo durante le foto (e l'unica cosa di cui ero certo era che date e luoghi degli scatti non spiegavano un bel nulla, perché faccio foto alle nuvole dai tempi delle kodak usa e getta, e non mi sono mai chiesto perché, le faccio e basta), ho riaperto dopo quasi un anno il Taccuino del mio K. (erano giorni che stava risalendo, sempre più esplosivo, il desiderio di leggerne qualche pagina, e in questi casi attendo sempre che il desiderio si acquieti, prenda una forma, si precisi), e casualmente mi sono imbattuto subito in queste righe:
Vedere senza il pensiero, senza la parola, senza la risposta della memoria è totalmente diverso dal vedere con il pensiero e il sentimento. Ciò che uno vede con il pensiero è superficiale; in questo caso il vedere è solo parziale; in realtà non è affatto vedere. Vedere senza pensiero è vedere totale. Vedere una nuvola su una montagna senza il pensiero e le sue reazioni, è il miracolo del nuovo; non è 'bello', è esplosivo nella sua immensità; è qualcosa che non è mai stato e non sarà mai più. Per vedere, per ascoltare, la coscienza nella sua totalità dev'essere silenziosa, perché abbia luogo la distruttiva creazione. È la totalità della vita, e non il frammento della totalità del pensiero. Non c'è bellezza ma soltanto una nuvola su una montagna: questo è creazione.
Il sole al tramonto illuminava le cime delle montagne, lucente e mozzafiato, e il paesaggio era quieto. C'era solo colore e non colori diversi; c'era solo l'ascolto e non i molti suoni.
Vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi...

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