A.S.I.A. dojo Modena
Via del Lancillotto, 24 MODENA
tel. 059 454367
Segreteria: lun - ven: 10:00-13:00 / 16:30-20:30
Circolo affiliato ARCI-UISP
ingresso riservato ai soci




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AIKIDO PER BAMBINI

Tutte la cose, materiali e spirituali,
hanno origine da un'unica fonte e
sono in relazione come se fossero una famiglia.
Il passato, il presente
e il futuro sono tutti contenuti
nell'energia vitale. L'universo
è apparso e si è sviluppato da
un'unica fonte, e noi ci siamo evoluti
attraverso il processo ottimale di
unificazione e armonizzazione.
Morihei Ueshiba
fondatore dell'aikido

Cosa facciamo durante una lezione?

foto del saggio di aikido 2007 foto del saggio di aikido 2007 foto del saggio di aikido 2007 foto del saggio di aikido 2007

La lezione comincia sempre con il saluto, momento di silenzio e rispetto, in cui gli allievi e il maestro si preparano ad affrontare un'ora insieme.

Seguono una serie di esercizi di coordinazione che lavorano sullo scioglimento delle tensioni muscolari, sul preciso contatto dei piedi al suolo e sulla percezione della colonna vertebrale in relazione al flusso di gravità.

I bambini assaporano cosa voglia dire 'tenere il punto' (luogo sotto l'ombelico la cui visualizzazione permette una grande solidità), come si possa stare in equilibrio senza vacillare e come il rilassamento del corpo non corrisponda ad un cedimento bensì ad un potenziamento di tutte le fasce muscolari.
Imparano come la coordinazione dei movimenti nasca da una precisa attenzione e come sia possibile essere centrati seguendo semplici principi fisici (gravità, rilassamento) e mentali (inviare ki, tenere il punto).

Gli esercizi sono individuali oppure di gruppo e gli allievi hanno sempre la possibilità di poter fare domande ed esprimere ciò che sentono.
E' questo un lavoro molto importante: i bambini sono stimolati a partire dalle proprie domande, perciò si tratta sempre di un'esperienza in prima persona.

La seconda parte della lezione è dedicata alle tecniche dove i bambini, nel confronto marziale, imparano a relazionarsi in modo non aggressivo, a concludere le tecniche seguendo il ki dell'avversario invece di opporsi, a rispettare il ritmo e il respiro del movimento globale.

Col tempo apprendono che non c'è bisogno sempre di un'entrata dura o di un colpo forte e che a volte basta uno sguardo preciso, una postura corretta e un movimento centralizzato per ottenere un risultato potente che, nel contempo, non disturbi l'avversario.
Lo studio delle tecniche viene integrato con l'insegnamento delle cadute, fondamentali per le proiezioni in velocità.
Un preciso contatto con il suolo (mente e corpo coordinati) al momento dell'impatto evita rovinosi e pericolosi ruzzoloni.

Durante la lezione il gioco diventa il modo per trasmettere qualcosa di più sottile; in ogni momento teniamo conto della fascia di età a cui ci rivolgiamo.
Non è necessario un gioco fisicamente impegnativo, ma qualcosa che catturi l'attenzione dei bambini e la sottometta allo studio della coordinazione mente-corpo.
I bambini spesso sono invitati a spiegare ai coetanei tecniche o esercizi dimostrando una precisione ed una qualità di attenzione inaspettati.